22nd July, 2010

Una Terra tra Storia e Letteratura (di Pier Paolo Guarino e Giuseppe Mariuz)

posted 1 year ago

Morsano al Tagliamento

Cordovado

Sesto al Reghena

Chions ~ Taiedo

Pravisdomini

Pasiano di Pordenone

Azzano Decimo

Fiume Veneto

San Vito al Tagliamento
Casarsa della Delizia

Zoppola

San Lorenzo di Arzene

Valvasone

San Martino al Tagliamento

 

 

                       

Siede la patria mia   

Tra il monte e ‘l mare 

Quasi theatro c’habbia fatto l’arte…

 

                        Erasmo di Valvason, Della caccia.

 

 

 

 

Oh, che canzonette profumate vorrei che noi andassimo alternativamente recitando a mezza voce sulla riva di questa Metuna! Sappiate che per li poeti queste sono arie benedette e che un miglio lontano da casa mia v’è quel Noncello, sulle rive del quale camminò un tempo il Navagero. […].

 

Gasparo Gozzi, Lettera da Visinale  ad Antonfederigo Seghezzi

 

 

 

Dopo Pasqua, per mantenere la parola che avevo dato alla contessa di Montereale e soprattutto per rivederla cara Lucia, mi recai a Pasiano. Vi trovai una compagnia del tutto diversa da quella dell’autunno passato. Il conte Daniele, figlio maggiore della contessa, aveva sposato una contessa Gozzi, e un giovane e ricco fattore che aveva sposato una figlioccia della vecchia contessa viveva in casa con la moglie e la cognata . […] Il giorno dell’Ascensione, infatti, andammo tutti a fare una visita alla Bergali, una donna famosa nel Parnaso italiano.

 

Giacomo Casanova, Storia della mia vita, Libro V (1742).

Tra Cordovado e Venchiaredo, a un miglio dai due paesi, v’è una grande e limpida fontana che ha anche voce di contenere nella sua acqua molte qualità refrigeranti e salutari. Ma la ninfa della fontana non credette fidarsi unicamente alle virtù dell’acqua per adescare i devoti e s’è recinta d’un così bell’orizzonte di prati, di boschi e di cielo, e d’una ombra così ospitale di ontani e di saliceti che è in verità un recesso degno del pennello di Virgilio questo ove le piacque di porre sua stanza.

 

            Ippolito Nievo, Le confessioni d’un italiano.

 



 

 I thought I might be opposite San Vito. I began to think out that I should do. Ahead there was a ditch running into the river. I went towards it. So far I had seen no one and I sat down by some bushes along the bank of the ditch and took off my shoes and emptied them of water […] It is a low level country and under the rain it is even flatter.

 

            Ernest Hemingway, A Farewell to Arms.

 

 

 

  «L’azùr…»  peràula crota, bessola tal silensi

dal séil. Sin a Ciasarsa, a son sèis bos, m’impensi…

 

[«L’azzurro…»  parola nuda, sola nel silenzio/ del cielo. Siamo a Casarsa, sono le sei, ricordo…]

 

     Pier Paolo Pasolini, Lengàs dai frus di sera.

 

 

 

L’io narrante di Hemingway in Addio alle armi sfugge, gettandosi con un tuffo nelle gelide e vorticose acque del Tagliamento, ad un’esecuzione per presunta diserzione durante la ritirata di Caporetto nell’autunno piovoso del 1917; durante la fuga, non ha certo il tempo di concedere la dovuta attenzione al paesaggio che lo circonda. Tanto che, frettolosamente, definisce la campagna davanti a San Vito “…a low level country and under the rain it is even flatter… (“…bassa e, sotto la pioggia , ancora più piatta…”).

Prima di lui, altri letterati e uomini di mondo avevano invece avuto modo di soggiornare a lungo e descrivere queste terre. Numerose sono le lettere di Gasparo Gozzi dalla sua villa veneta di Visinale, mentre il suo contemporaneo e giovane Giacomo Casanova, attento in verità più alle grazie muliebri che al paesaggio, era ospitato nella vicina villa pasianese dei Montereale-Màntica.

Un giovane patriota, Ippolito Nievo, aveva colto con acutezza i suoi aspetti ambientali e umani, sì da creare con Le confessioni di un italiano uno dei capolavori letterari dell’Ottocento. 

Nella metà del secolo scorso, un altro giovane intellettuale, Pier Paolo Pasolini, si immergeva nel paese materno, scoprendo il suo patrimonio di storia, lingua e cultura e assumendone anche personalmente la sua identità.

Più antico e autoctono fra i personaggi citati, Erasmo di Valvasone cantava nel XVI secolo il suo Friuli e le abitudini della nobiltà castellana nel poema Della caccia, un Friuli che trovava ad occidente un suo limite geografico ancorché ideale tra Livenza e Tagliamento.

 

I molteplici siti della letteratura si accostano, e sovente si sovrappongono, a quelli della storia. In questa terra è segnalata una consistente presenza della cultura paleoveneta e di quella dei castellieri. Anche i Celti vi lasciarono tracce. I Romani eseguirono la centurazione dell’agro di Julia Concordia, che ha lasciato strade e molti toponimi; impressero un segno indelebile della loro civiltà e le premesse per lo sviluppo di un’identità linguistica. Numerose invasioni barbariche attraversarono queste terre e alcuni popoli, come i Longobardi, vi si insediarono.

Il Medioevo e poi il Rinascimento ci hanno lasciato un prezioso patrimonio urbanistico, architettonico e artistico. Non sono mancate, purtroppo, anche in epoca moderna e contemporanea, tracce pesanti di guerre, battaglie e incursioni.  Citiamo i passaggi delle armate napoleoniche e la famosa battaglia del Tagliamento del marzo 1797, cui si riferisce la stampa qui riprodotta,  e le tragiche vicende delle Prima e della Seconda Guerra Mondiale.

 

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